La gamma Linea Vita Robust offre soluzioni per garantire la sicurezza nei lavori in quota su coperture civili e industriali. Comprende soluzioni destinate esclusivamente all’ancoraggio permanente e certificate secondo la norma UNI 11578:2015.
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FAQ
Da chi deve essere compilato il certificato di corretta posa?
La dichiarazione/certificazione di corretta posa dev’essere rilasciata direttamente dall’installatore e non da Würth, eventualmente all’interno del fascicolo tecnico è contenuta una dichiarazione di corretta posa secondo normative vigenti da far sottoscrivere all’installatore
Cosa devo fare in caso di arresto caduta del sistema?
In caso di arresto caduta, il sistema deve essere messo fuori servizio e sottoposto a un’ispezione straordinaria. I componenti deformati devono essere obbligatoriamente sostituiti.
Come va effettuato il tensionamento della fune?
La fune deve essere tensionata a mano con l’apposito tenditore fino al massimo tensionamento raggiungibile senza utensili (circa 120 daN). Ci sarà sempre una freccia residua.
Quali controlli devo effettuare prima e durante l'installazione?
L’installatore deve verificare l’integrità dei componenti, la corrispondenza con il progetto, l’idoneità del supporto strutturale e documentare fotograficamente l’installazione, specie per i fissaggi non più visibili a montaggio completato. La norma UNI 11560:2022 riporta ai prospetti 1, 2 e 3 i controlli che l’operatore deve affrontare nelle varie fasi operative (al montaggio, prima dell’uso o periodica):
Prospetto 1 – Controlli durante le ispezioni sulla documentazione obbligatoria o facoltativa del sistema d’ancoraggio
Prospetto 2 – Controlli sul sistema di ancoraggio che devono essere effettuati durante l’ispezione prima dell’uso e periodica.
Prospetto 3 – Controlli sulla struttura di supporto e sugli ancoranti che devono essere effettuati durante l’ispezione prima dell’uso e periodica.
Chi può installare la linea vita?
Per la complessità e la notevole varietà di casistiche installative è necessaria un’approfondita conoscenza della materia. La norma UNI 11560:2022 prevede che chi si appresta al montaggio dell’impianto abbia conseguito almeno la qualifica di installatore base. Tale qualifica richiede competenze di pianificazione, organizzazione, lettura del progetto ed analisi della tipologia del supporto, capacità installative e di uso attrezzatura specializzata. L’impianto deve essere installato a seguito di una progettazione tecnica nella quale, oltre al corretto posizionamento e realizzazione dei percorsi, deve essere verificata la capacità portante della struttura dell’edificio in funzione dei componenti che verranno installati (vedi norma UNI 11560:2022) e deve, inoltre, essere eseguito il calcolo dei fissaggi che andranno a connettere il punto di ancoraggio alla struttura (punto 3.26 della UNI 11560:2022).
Quali sono le normative a livello nazionale che si occupano dei sistemi linea vita (tipo A e tipo C)?
- DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 E SUCCESSIVE MODIFICHE (testo unico della sicurezza sui posti di lavoro);
- UNI 11578:2015 (Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi di prova);
- UNI 11560:2022 (Sistemi di ancoraggio permanenti in copertura – Guida per l’individuazione, l’installazione, l’uso e la manutenzione)
Esistono regioni che hanno legiferato in autonomia, ponendo ulteriori vincoli e maggiori restrizioni riguardo la progettazione e l’installazione dei sistemi linea vita. Le regioni, e le province autonome, che hanno legiferato in merito sono:
- Piemonte;
- Liguria;
- Lombardia;
- Provincia Autonoma di Trento;
- Veneto;
- Friuli Venezia Giulia;
- Emilia Romagna;
- Toscana;
- Umbria;
- Marche;
- Campania;
- Sicilia.
Per quanti operatori sono omologate le linee vita?
Ogni produttore deve specificare il numero massimo di operatori che possono lavorare simultaneamente sui propri sistemi, come stabilito dal capitolo 6 della norma UNI 11578:2015. Per i componenti della linea vita Robust, il numero degli utilizzatori consentiti è inciso a laser sul golfare del dispositivo. Nei componenti di tipo A, il numero massimo di utilizzatori varia da 1 a 2 in base al modello. Per i dispositivi di tipo C, invece, il numero massimo è sempre di 3 operatori in contemporanea.
Come sono classificati e come si scelgono i dispositivi di anti caduta?
In fase di progettazione è necessario scegliere la tipologia di componente anticaduta più idoneo all’installazione da predisporre. La scelta deve essere effettuata preliminarmente in funzione del tipo di impianto anticaduta, della frequenza di utilizzo, del tipo di strutture presenti in situ ed in funzione delle caratteristiche architettoniche dell’edificio. All’interno della norma di prodotto (UNI 11578:2015) relativa ai componenti anti caduto si distinguono due tipologie di componenti:
- Componenti di tipo A – punto 3.5.1 della norma UNI11578: dispositivo permanente di ancoraggio puntuale non scorrevole, idoneo per un operatore dotato di opportuni dispositivi di protezione individuali che, in caso di caduta dall’alto, non generino un carico maggiore di 6 kN;
- Componenti di tipo C – punto 3.5.2 della norma UNI 11578: dispositivo permanente di ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio flessibile che devia dall’orizzontale non più di 15 ° (misurata tra l’estremità e gli ancoraggi intermedi in qualsiasi punto lungo il suo sviluppo in lunghezza);
- Componenti di tipo D – punto 3.5.3 della norma UNI 11578: dispositivo permanente di ancoraggio lineare che utilizza una linea di ancoraggio rigida che devia dall’orizzontale non più di 15 °.
Tutti i materiali sono idonei a realizzare sistemi di ancoraggio?
No. Il materiale affinché sia idoneo alla realizzazione di sistemi di ancoraggio deve essere testato alla corrosione mediante prova in camera a nebbia salina secondo il punto 5.6 della UNI 11578:2015 effettuando il test di conformità secondo la UNI EN ISO 9227.
Ogni quanto tempo è necessario eseguire l’ispezione dell’impianto?
Ogni sistema di ancoraggio deve essere ispezionato ad intervalli raccomandati dal fabbricante; l’intervallo tra due ispezioni periodiche non deve essere superiore a 2 anni (punto 9.2.3 della UNI11560:2022). Le ispezioni periodiche devono essere effettuate dall’installatore intermedio e/o dal Tecnico abilitato sempre con assunzione di responsabilità per l’attività svolta. È onere del progettista del sistema definire nel caso lo ritenesse necessario, all’interno dell’elaborato tecnico della copertura (ETC), tempi e modalità di ispezione più restrittive rispetto quanto previsto dal produttore/norma.
Cos’è il tirante d’aria?
Esso è definito dalla normativa come lo spazio libero, a partire dal punto di caduta del lavoratore, necessario a compensare sia la caduta libera che tutti gli allungamenti deformazioni del sistema di ancoraggio e del sistema di arresto caduta, compreso un margine di sicurezza. (fonti immagini norma UNI 11560:2022 cap. 3.38)
Valutazione del tirante d’aria per punti di ancoraggio puntuali
Valutazione del tirante d’aria per linee di ancoraggio
Cos’è l’effetto pendolo?
L’effetto pendolo è un movimento oscillatorio incontrollato che può verificarsi quando un lavoratore è collegato a un ancoraggio con un sistema flessibile. Più ampio è lo spostamento laterale dal punto di ancoraggio, maggiore sarà l’effetto pendolo, con il rischio di impatto contro ostacoli. Per evitarlo, è necessario utilizzare un secondo punto di ancoraggio in abbinamento ad un cordino di trattenuta supplementare o una fune di deviazione, o installare fermi sul bordo della zona di lavoro. (fonti immagini norma UNI 11560:2022 cap. 5.2.4)
Quali documenti devono essere forniti dall'installatore al termine dell'installazione del sistema Linea Vita Robust?
Al termine dell’installazione, l’installatore deve fornire al committente diversi documenti essenziali, tra cui l’indirizzo e luogo dell’installazione, estremi dell’azienda e dell’installatore, identificazione dei componenti anticaduta installati, manuale d’installazione e uso, identificazione degli ancoranti utilizzati, schede tecniche degli ancoranti, la planimetria schematica dell’impianto anticaduta e la dichiarazione di corretta posa dell’impianto secondo normativa vigente.
Quali documenti devono comporre l’ETC?
L’elenco del materiale che compone l’ETC (Elaborato Tecnico della Copertura) secondo la norma UNI 11560:2022 (punto 7) include diversi documenti e dettagli necessari per garantire la sicurezza dei lavori in quota e la corretta gestione dei sistemi anticaduta. L’ETC deve includere:
- Relazione Tecnica:
– Descrizione della copertura, incluse le caratteristiche strutturali e i materiali utilizzati.
– Dettagli sui percorsi di accesso, zone di transito e zone di pericolo.
– Descrizione del sistema anticaduta installato, compresa la tipologia e la posizione dei dispositivi di ancoraggio.
- Planimetria della Copertura:
– Disegni tecnici in scala della copertura con indicazione delle aree di lavoro, dei percorsi di accesso, e delle zone a rischio.
– Posizionamento dei dispositivi di ancoraggio, scale e parapetti.
- Schede Tecniche:
– Specifiche tecniche dei dispositivi di ancoraggio e di tutti i componenti del sistema anticaduta.
– Certificati di conformità dei materiali utilizzati, conformi alle normative vigenti (es. UNI 11578).
- Dichiarazione di Corretta Posa:
– Dichiarazione da parte dell’installatore o del responsabile tecnico che attesta la corretta installazione dei dispositivi di ancoraggio secondo le istruzioni del produttore e le norme tecniche applicabili.
- Documentazione Fotografica:
– Foto della copertura prima, durante e dopo l’installazione dei sistemi anticaduta.
– Foto dei punti critici o delle aree di difficile accesso per la documentazione delle condizioni e delle soluzioni adottate.
- Manuale d’Uso e Manutenzione:
– Istruzioni dettagliate sull’uso sicuro del sistema anticaduta.
– Indicazioni sulla manutenzione periodica necessaria per garantire la funzionalità e la sicurezza dei dispositivi nel tempo.
- Registro degli Interventi:
– Documentazione di tutte le ispezioni, manutenzioni, e interventi effettuati sul sistema anticaduta.
– Registro delle eventuali sostituzioni di componenti e degli aggiornamenti tecnici.
Questo elenco garantisce che l’ETC sia completo e fornisca tutte le informazioni necessarie per la gestione della sicurezza sui tetti e sulle coperture durante i lavori in quota, in conformità alla norma UNI 11560.
Quali accorgimenti sono da porre in caso di contaminazione da ruggine?
In caso di contaminazione, per i componenti in acciaio INOX della linea ROBUST, pulire le superfici con spazzole di filo tessile/ottone e, se necessario, trattare con paste decapanti e passivanti.
È possibile utilizzare componenti di differenti produttori per la realizzazione di un impianto anti caduta secondo la UNI 11578:2015?
La norma UNI 11578:2015 si riferisce ai sistemi di ancoraggio destinati alla protezione contro le cadute dall’alto. Quando si parla di realizzare un impianto anticaduta conforme a questa norma, l’uso di componenti di differenti produttori è un argomento delicato e ci sono alcune considerazioni importanti da tenere a mente:
- Compatibilità e certificazione: Ogni componente deve essere certificato secondo la norma UNI 11578:2015. L’uso di componenti di produttori diversi sarebbe possibile se ognuno di essi rispettasse individualmente la norma e se la loro compatibilità fosse dimostrata dal progettista dell’impianto;
- Documentazione tecnica: È fondamentale avere una documentazione completa che dimostri la conformità di ogni componente alla UNI 11578:2015 e la compatibilità tra i vari elementi di produttori differenti;
- Installazione: L’installatore deve seguire rigorosamente le istruzioni di montaggio di ciascun produttore verificando e dimostrando che il sistema complessivo funzioni correttamente senza nessuna interferenza reciproca tra i componenti;
- Manutenzione: Il piano di manutenzione deve tenere conto delle specifiche di ogni componente, che potrebbero variare tra produttori diversi. Sarà onere del progettista o dell’instalaltore redigere un piano di manutenzione specifico che vada a raccogliere e a dettagliare le caratteristiche e le esigenze dei componenti che arrivano da produttori differenti;
- Responsabilità legale: In caso di incidenti, potrebbe essere più complesso stabilire le responsabilità quando si utilizzano componenti di marche diverse. È importante che questa scelta sia ben documentata e giustificata.
In sintesi, è tecnicamente possibile utilizzare componenti di differenti produttori per un impianto conforme alla UNI 11578:2015, questa scelta però richiede un’attenta valutazione, una progettazione scrupolosa e una documentazione dettagliata. La compatibilità e la conformità complessiva del sistema devono essere garantite e dimostrabili. Per massimizzare la sicurezza e semplificare la conformità, si preferisce e si consiglia quindi di utilizzare sistemi completi dello stesso produttore.
