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Staffaggio d’impianti fotovoltaici

Le soluzioni di staffaggio fotovoltaico Würth permettono di progettare sistemi sicuri e performanti per coperture industriali e commerciali. La gamma include sistemi per tetti a falda, piani e lamiera grecata con soluzioni studiate per ottimizzare l’inclinazione dei pannelli senza compromettere l’impermeabilizzazione. La modularità e la facilità di montaggio degli staffaggi fotovoltaici Würth  assicura efficienza, durata e sicurezza nei diversi contesti installativi. 

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FAQ

Il fissaggio dei sistemi per lamiera grecata mediante rivetti può creare problemi di infiltrazione d’acqua?

Il fissaggio viene sempre effettuato sulla parte alta della greca, in questo modo l’acqua viene allontanata per forma, impedendo la formazione di ristagni d’acqua che sono solitamente i principali responsabili di possibili infiltrazioni nel tempo. Questa tipologia di installazione viene sempre consigliata in abbinamento al nastro in EPDM (gomma a cellule chiuse totalmente impermeabile e resistente agli agenti atmosferici) che rappresenta una precauzione necessaria per evitare l’infiltrazione d’acqua attraverso la superficie di contatto profilo/lamiera grecata. Inoltre, come ulteriore presidio contro possibili infiltrazioni, Würth consiglia sempre la sigillatura della testa del rivetto (ad es. mediante sigillante adesivo PU 40+) per eseguire un lavoro a regola d’arte. 

Qual è il passo di posa consigliato per le staffe?

Non è possibile indicare un passo di posa idoneo in generale. Lo staffaggio deve essere valutato caso per caso in funzione della località d’installazione in quanto, i carichi agenti, prevalentemente di vento e neve, variano a seconda della zona geografica e della particolare esposizione del sito. 

Nella posa con i triangoli premontati, vanno sempre previsti gli elementi di irrigidimento? Quanti elementi devono essere previsti?

Le controventature realizzate mediante l’impiego degli elementi di irrigidimento, sono solitamente consigliate a partire da un’inclinazione di 20° di queste strutture. Nelle configurazioni in cui è prevista la posa di una orditura superiore di profili, in considerazione del fatto che l’orditura crea un collegamento tra i diversi triangoli, viene solitamente consigliata la posa di una coppia di elementi di irrigidimento ogni 5/6 moduli fotovoltaici. Per batterie inferiori ai 5/6 pannelli, dovrà comunque essere sempre prevista almeno una coppia di elementi di irrigidimento. Nel caso in cui invece, non sia prevista un’orditura superiore di collegamento (ad es. con singoli pannelli in orizzontale posati su coppie di triangoli), andrà installata una coppia di elementi di irrigidimento per ogni modulo. 

Quale profilo è previsto in abbinamento ai triangoli premontati?

Solitamente per questo tipo di installazione è consigliato l’utilizzo del profilo 60×37 in considerazione del fatto che generalmente, questo tipo di strutture, sono soggette ad elevate azioni dovute al vento. Infatti, questo tipo di profilo, offre un’elevata resistenza meccanica e permette inoltre il collegamento al triangolo premontato mediante due giunti a croce, rendendo di fatto il fissaggio tra i due componenti molto solido. 

Quando si deve usare la graffa centrale con la vite più corta da 20 mm?

La graffa centrale con premontata la vite più corta (art. 0865799904) serve per i pannelli con cornice di spessore compresi tra i 30 e 36 mm, nel caso in cui la graffa venga montata su profili che non presentano l’incavo superiore. I profili in questione sono l’FMP Light e il profilo 39×37 i quali, avendo la parte superiore piatta, per serrare gli spessori da 30 a 36 mm, necessitano di una graffa con vite più corta. 

Che tipo di lega viene utilizzata nella gamma zebra® solar? È di tipo anodizzato?

La lega di alluminio che compone la gamma zebra® è identificata dalla sigla EN – AW 6063 T6. Questo tipo di lega non viene anodizzata ma subisce un trattamento di solubilizzazione ed invecchiamento termico (T6) che ne aumenta sia le caratteristiche di resistenza meccanica che quelle di esposizione in ambiente esterno. In ogni caso, in presenza di ambienti particolarmente aggressivi, è bene valutare la scelta e l’idoneità del materiale e in taluni casi potrebbe essere comunque necessaria l’adozione di leghe anodizzate.